SCANNO… TRASPARENZA AMMINISTRATIVA? .. CHE CONFUSIONE!!!!!

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Il consigliere Nannarone ha fornito  una risposta articolata ma a carattere generico che si presta a diverse interpretazioni. Da parte nostra riteniamo utile mettere in evidenza alcuni aspetti specifici.

Il Consigliere Nannarone ci dice che “non è nell’atto deliberativo”  di riconoscimento dei debiti fuori bilancio indicare  le motivazioni che hanno prodotto la situazione critica del Comune. E dove andrebbero indicate le ragioni che hanno portato a derogare le ordinarie procedure contabili?

Un atto amministrativo riteniamo debba essere sempre supportato dalle esigenze (utilità per il comune) e delle urgenze del momento che hanno portato ad operare una spesa. Non si può certo certo riconoscere ex post una spesa anomala senza aver ricostruito  il contesto dell’epoca in cui essa è avvenuta. Se prendiamo le spese di giudizio sostenute fuori bilancio i poniamo un quesito: Siamo sicuri che il consiglio comunale avrebbe approvato la spesa per aprire taluni giudizi se ne avesse conosciuto l’entità “preventivamnente”?

Noi abbiamo più di qualche dubbio e la quasi certezza che su alcuni di essi o avrebbe rinunciato o avrebbe transato. Ovviamente  è una tipologia di spesa esemplificativa che non riteniamo certamente esaustiva di tutte le casistiche emerse nel corso del riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Tuttavia è stato citato perché abbiamo presente il caso Amodei che è costato “fior di euro” per la esecuzione di attività che, a leggere gli esiti del giudizio di primo grado, risulterebbero eseguite senza un regolare contratto.

Ci risulta ancora più sorprendente apprendere dal consigliere Nannarone  che le responsabilità  non vanno ricercate  solo  nell’apparato amministrativo finanziario del Comune ma anche e soprattutto nella gestione politica di amministratori che, a suo dire, avrebbero operato delle spese  senza avere la disponibilità finanziaria. Ci pare che dopo aver pagato oltre un milioni di euro di debiti fuori bilancio forse è lecito aspettarsi che quanto meno i punti chiave delle procedure fossero più “definiti”  di quanto  rappresentato.

Emergerebbe infatti che  nessuno  era a conoscenza delle spese dovute alle  bollette elettriche di Collerotondo.  Un onere  peraltro che, come ampiamente noto, era  da contratto esplicitamente  a carico del gestore del bacino di Collerotondo; contratto  che, a rigor di logica,  dovrebbe costituire la “pezza di appoggio” del  relativo pagamento.

COSA NE PENSA IL CONSIGLIERE NANNARONE?

SCANNO… TRASPARENZA AMMINISTRATIVA? .. CHE CONFUSIONE!!!!!ultima modifica: 2014-08-25T18:29:25+00:00da vivrescanno
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