Scanno…. Riceviamo e pubblichiamo

image.jpg…………….no al made in china!!!

-Piazza Navona-

image.jpg La cronaca natalizia de Il Corriere della Sera riferisce compiutamente della Fiera che si svolge a Piazza Navona “… un catino di duecento metri per una sessantina memoria delle dimensioni dell’originale stadio di Domiziano (85 d.C.) da cui è nato questo spazio …” uno dei luoghi più pittoreschi della Città Eterna. L’autore Paolo Fallai mette subito in guardia “… Via della Cuccagna è la porta di Piazza Navona … prende il nome da uno degli antichi giochi della piazza: un palo unto di grasso in cima al quale erano appesi i premi per chi fosse riuscito a scalarlo … oggi … è un percorso ad ostacoli tra tappeti volanti che appaiono e scompaiono … una imponente bancarella di sciarpe e cappelli che non dovrebbero stare lì e l’immancabile caldarrostaio … entrati a Piazza Navona … fa impressione doverli cercare i presepari autentici … per trovare i protagonisti del presepe bisogna orientarsi nel bosco di Befane da due euro in su … disinfestarsi dai cespugli di scope scaccia guai e cercare di non guardare una delle novità: bimbi e angeli che fanno capolino, chissà perché? da una borsetta …” Non è finita “ … la cosa più difficile è proteggere i sensi: la vista, occultata da una quantità di palloncini colorati, vanno moltissimo gli aeroplanini; l’udito, colpito duro dai richiami di una dozzina di tiro a segno, con carabine, pistole, palle che occupano militarmente il lato di fronte a palazzo Pamphili …

-Cianfrusaglie e Capolavori

…ma soprattutto l’olfatto, stordito dai miasmi multipli offerti dai porchettari e da una deriva di carretti che sfornano ciambelle fritte giganti … nel trionfo della cianfrusaglia, vanno forte le personalizzazioni: tazze con foto che vengono realizzate all’istante, trasferendole dai cellulari via bluetooth; cuscini che possono riportare motti di spirito, il nome dell’amata, quello del gatto, reclamizzati in modo un po’ aggressivo … sono più di cento i banchi che stazionano orgogliosamente sulla piazza … l’Associazione abitanti del centro storico si sgola per ricordare che dal 2007 dovrebbero esserci banchi tutti uguali, progettati dalla Soprintendenza … è un po’ come la storia eterna dei pittori: l’ultimo bando del Municipio del 2004 stabilisce un requisito fondamentale per la concessione degli spazi: che le opere fossero autentiche, firmate e non vendute come semplici prodotti commerciali. Sul declinare della piazza c’è un po’ di tutto, dall’araldica personalizzata, ai foto puzzle. Uno stand di prodotti dell’Himalaya lascia un po’ sconcertati. Mai quanto la fantasia che governa i magneti da frigorifero … impietosamente mettono uno accanto all’altro Benedetto XVI e il Padrino, Benito Mussolini e Che Guevara, confezioni di pasta tricolore e cassette con bottiglie di vino. Ma, Santa Pace, perché di Beujolais? … Aveva ragione Italo Insolera nel 2005, di fronte all’ennesima polemica sul degrado …

-Bancarelle e Confusione-

La Piazza è sempre stata piena di bancarelle e confusione … nel 1477 venne trasferito qui il mercato della frutta e degli ortaggi … lo stesso che nel 1869 venne trasferito a Campo dei Fiori … una tela del Vanvitelli del 1699 … riporta fedelmente una Piazza Navona gremita di bancarelle con cesti di frutta e merci varie. Ai lati i negozi si proteggono con tende variopinte, non una è uguale all’altra. Sulla piazza tre carrozze, molti asini, mendicanti e giocolieri … vien voglia di chiedersi perché non abbia dipinto i caldarrostai …” La Piazza ospita capolavori inauditi del Bernini, del Borromini e del Baratta, negozi di alto livello e ristoranti di classe (“I Tre Scalini”, dal 1815) ”… schiuma turisti per venti ore al giorno. Celebra l’integrazione multietnica con venditori di ogni parte del globo e si accuccia affezionata alle sue false leggende … è falso che il nome della Piazza abbia a che fare con una qualunque nave … falso il nome della sua Santa … Agnese … alla quale è dedicata la Chiesa che sorge proprio sulla piazza, Santa Agnese in Agone … corruzione popolare che da Agone, Navone perviene a Navona … falso che in questo grande catino, riempito d’acqua, si svolgessero battaglie navali … “ “… l’Associazione abitanti centro storico ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per verificare se nel corso della Festa della Befana 2012-2013 siano state commesse violazioni di legge, abusi ed omissioni … la trasparenza degli atti … denuncia presentata anche al ministero dei Beni Culturali perché … vista l’unicità al mondo di Piazza Navona sottoponga il Mercato della Befana a vincolo di tutela nella tipologia e nella durata, quale mercato natalizio, allo scopo di assicurare la rispondenza di tale mercato alla tutela che la piazza richiede per il suo assetto storico, monumentale e culturale …

-No al Made in China-

… a supporto della denuncia sono allegati documenti e fotografie scattate durante l’ultima fiera dove si vede come i banchi siano aumentati a dismisura nel numero e nelle proporzioni … e dove si vede come fino all’ 8 gennaio le bancarelle senza nulla di tradizionale (pochissimi i rivenditori di statuine del presepe) non abbiano rispettato neppure i pur ampi confini esponendo la merce, per lo più Made in China e industriale, anche all’esterno, fin sui tetti … la nostra è una denuncia sollecitata da tanti cittadini, afferma la Presidente dell’Associazione abitanti centro storico, chi ci accusa di voler cancellare la festa non sa neppure di cosa sta parlando. “(Lilli Garrone, Il Corriere della Sera). La realtà procede talvolta in maniera assai obliqua: anche le contraddizioni. -Il racket dell’elemosina- La cronaca recente informa che i Vigili Urbani di Roma hanno multato ben sette locali su nove al Pantheon (due si sono salvati perché chiusi) per i dehors protetti con tende e coperture in plexiglass e pvc nonostante le regole sugli arredi ribadite più volte dalle Soprintendenze a tutela del decoro. I titolari non capiscono come i teli di plastica, impiegati da anni, all’improvviso siano diventati pericolosi. Si minaccia la serrata e il licenziamento di maestranze: l’occupazione del suolo pubblico rappresenta il 95% del fatturato. Si paventa inoltre una clamorosa azione di protesta che dimostri alla stampa internazionale che Roma non è più in grado di accogliere i numerosi turisti stranieri, linfa vitale del mercato. I dipendenti solidarizzano compatti. Divampano le polemiche. Notizia dell’ultima ora: le sanzioni sono state sospese in attesa di più precise ed adeguate regolamentazioni. Nel frattempo, nella piazza, uno dei luoghi magici della Capitale, fiorisce la illegalità: ambulanti abusivi, ladruncoli che rubano i clienti al tavolo, il racket della elemosina che gestisce quei poveri disgraziati scaricati al mattino dai pullman e che poi vengono ripresi la sera. Nel centro storico di Roma opera una organizzazione su base familiare d’origine abruzzese talmente ramificata da riuscire ad eludere impunemente le disposizioni di Ministri e Soprintendenti alle Belle Arti. La presenza del clan è assai pervasiva: sembra riesca a gestire ben trecento postazioni e bancarelle disseminate nei luoghi storici della Capitale usurpando il suolo pubblico e deteriorando i siti più pregiati (e appetibili), compreso il Colosseo. Per raggiungere lo scopo sono stati utilizzati ingenti fondi per sponsorizzazioni e finanziamenti nelle varie campagne elettorali al fine di ottenere disposizioni amministrative favorevoli. L’evasione fiscale sembra raggiungere addirittura i 60 milioni di euro”! -“Io so’ io e voi nun sete un ca…”- Nella Roma papalina e per la verità anche nelle epoche storiche dell’Impero è sempre stata ben radicata la commistione tra tradizione popolare e storia prestigiosa. Una vasta produzione letteraria ha tratteggiato in maniera assai vivida i caratteri più profondi della romanità, con l’evidente scopo di stemperare la presenza occhiuta di un potere carismatico. Pasquino, Trilussa (“…er Cane e la Luna … er monno è sempre quello … “), il Belli, le Statue parlanti si inseriscono sicuramente in questo ambito. Il Marchese del Grillo di Alberto Sordi è una figura che delinea con grande arguzia il contrasto e la convivenza tra spirito plebeo e alto lignaggio. -“Sotto la luce di cenere il paesaggio sobbalzava irredimibile”- (Il Gattopardo) Nel romanzo “Il Gattopardo”, capolavoro della letteratura italiana, il Principe di Salina descrive ad un esterrefatto Chevalley, inviato del Cavour, i caratteri profondi della Sicilia: “… alcuni Ufficiali di Marina inglesi … rimasero estasiati dal panorama, dalla irruenza della luce; confessarono però che erano stati pietrificati osservando lo squallore, la vetustà, il sudiciume delle strade di accesso … (al porto di Palermo) … non spiegai loro che una cosa era derivata dall’altra … (e , in precedenza) … sono 25 secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà, eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate … “). La Conca d’Oro, prima del sacco edilizio, era uno dei luoghi più suggestivi e profumati dell’intero Mediterraneo.

Mario Giacomelli

-Io non ritraggo paesaggi, ma i segni e la memoria dell’esistenza (Mario Giacomelli)- Mario Giacomelli, il più grande fotografo italiano, venne a Scanno nel 1957 e nel 1959. Scattò una serie di fotografie memorabili: “…spostò il suo messaggio verso un espressionismo fotografico che esasperava l’aspetto emotivo della realtà sottolineato dai contrasti, dai segni ed inoltre, al pari di Federico Fellini nel cinema, Giacomelli ribaltò completamente anche il punto di vista del neorealismo introducendo nelle immagini una nuova poesia tonale, anche onirica e realizzando racconti fotografici che si esprimevano sia nei ritratti sia nei paesaggi … sfugge a ogni scuola o definizione, la sua è un’arte fotografica senza precedenti, in cui le immagini sottolineano l’aspetto emotivo della realtà … (Walter Liva)”. La serie fotografica dedicata a Scanno dal Maestro è stata acquistata nel 1963 dal Museo di Arte Moderna di New York. Una foto è stata inserita tra le 100 più rappresentative della civiltà del secolo, unica per l’Italia, battendo la concorrenza agguerrita di località ben più grandi e famose. Nel 1961 Giacomelli tornò a Scanno ma rimase profondamente deluso. “Il paese da favola” che aveva magistralmente ritratto metteva ormai in evidenza quei tratti di degrado che nel tempo successivo sarebbero diventati ancora più marcati. Tornasse oggi verificherebbe costernato la decomposizione di quelle magie che l’avevano tanto mirabilmente ispirato. Vedrebbe pure l’invasione di bancarelle perfino nel Centro Storico: un suk da quarto mondo accanto ad una dimora del 1517, anno in cui Martin Lutero lanciò la sfida protestante alla Cristianità! Una di queste situata presso il Centro commerciale … di Sulmona (24 gennaio 2013) praticava i seguenti prezzi popolari: formaggio Nerone di bufala € 28 Kg, Provolone piccante € 20 Kg, Provolone di bufala € 28 Kg, Pecorino Vecchio Stampo € 35 Kg ect. Mancava il Grana Padano, alimento forse troppo proletario, che si vende a Scanno, in offerta super conveniente! Perdonaci, Maestro! Diego Cocco

Scanno…. Riceviamo e pubblichiamoultima modifica: 2013-02-02T20:50:00+00:00da vivrescanno
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