Scanno … Quale partecipazione?

La partecipazione alla gestione della cosa pubblica pensiamo che nasca dalla esigenza, emersa pesantemente negli ultimi anni, di ricostruire un giusto rapporto tra i cittadini e il paese reale.

Un rapporto che si è  via via logorato creando una sostanziale incomunicabilità della classe politica più avvezza a pensare a se stessa che a dare concrete risposte ai bisogni collettivi.

Per porre rimedio si non avviati da più parti  processi partecipativi, di cui riportiamo un contributo ripreso da internet,  che permettessero di far interagire il paese reale sulle proposte programmatiche della classe politica.

E Scanno cosa fa?

Se dovessimo dare una risposta con l’ausilio di un proverbio dovremmo dire che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Infatti invece di creare un corretto e paritetico dialogo tra le forze sociali e quelle di governo non ha trovato di meglio che creare “commissioni” con i componenti scelti dalla classe politica addirittura, pare, con criteri di spartizioni partitocrache.

Insomma “parastrutture” più funzionali a chi le crea che  ai partecipanti peraltro privi di lpotere decisionale e di controllo. Non a caso nella “prima repubblica” le commissioni ad hoc erano venivano costituite dalla classe dirigente quando non riuisciva a dare soluzioni; in sostanza una sorta di alibi del “non fare”.

Sarà così?

 Vogliamo sperare che non sia così ma ci pare che ad avere tante perplessità non siamo i soli ANZI…

Scanno … Quale partecipazione?ultima modifica: 2013-09-03T19:20:00+00:00da vivrescanno
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