SCANNO IL SOLITO (BRUTTO) FILM

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SCANNO IL SOLITO (BRUTTO) FILM

(Pescasseroli, 07 Lug 12)

Il 3 luglio scorso è stato pubblicato su “La Piazza”  l’articolo “La dove comincia il fiume inizia il film”, nel quale si fornisce, ancora una volta, una rappresentazione non veritiera  e comunque distorta e tendenziosa della realtà dei fatti, con un unico ormai evidente obiettivo: discreditare l’Ente Parco e i suoi Servizi, e, in particolare, il Servizio di Sorveglianza. Non si spiega diversamente l’incredibile accanimento contro le Guardie del Parco, che, praticamente, vengono accusate di essere assenti e di non controllare la situazione dell’orsa Gemma e dei suoi piccoli.

La realtà è ben diversa!!!
Come è ampiamente documentato, e  come è noto anche agli abitanti non solo di Scanno, ma anche di Villalago e Frattura, le Guardie del Parco sono impegnate già da tempo  in servizi, pomeridiani e notturni, di controllo, durante la maggior parte dei quali, peraltro, non  si sono registrati avvistamenti dell’orsa.

Ma, evidentemente, tutto ciò non interessa, e si preferisce mandare in onda il solito brutto film contro il Parco, magari contando anche sul sostegno di qualche amministratore.

In tale contesto, si commenta da sola l’affermazione secondo cui “…se dovesse accadere l’irreparabile le carte si fa sempre in tempo a cambiarle…”

Per quanto concerne, poi, il risarcimento dei danni provocati dagli orsi e, in generale, dalla fauna protetta, a dimostrazione della superficialità dell’articolo pubblicato il 4 luglio 2012 è sufficiente ricordare che lo scorso anno 2011, nel quale era già in carica l’attuale Direttore, l’Ente  ha pagato la considerevole cifra di 450.000,00 euro e che la maggior parte di detti danni si verificano in Zona di Protezione Esterna, dove, ai sensi della legge quadro sulle aree protette, l’Ente potrebbe  non pagare alcun indennizzo. Anziché apprezzare e dare atto della decisione e della disponibilità dell’Ente Parco, si pretende, invece, che l’Ente stesso continui a pagare i danni anche in territori, come Frattura, che sono fuori non solo dal  Parco, ma anche dalla Zona di Protezione Esterna. Cercare, poi, di addebitare la “colpa” del mancato pagamento dei danni fuori anche dalla Zona di Protezione Esterna a “Funzionari dell’Ente” è semplicemente ridicolo e demagogico, oltre che strumentale di una delicata questione che meriterebbe, invece, di essere trattata con la massima correttezza e onestà intellettuale. Nessun accenno viene invece fatto a competenze, possibili carenze o responsabilità d’altri organismi e istituzioni.

Sono questi comportamenti, soprattutto se associati  a ipotizzate “ritorsioni” ai danni della fauna protetta,   che richiedono un serio ed approfondito esame di coscienza!!!

In conclusione, l’Ente Parco e i suoi Servizi continueranno a garantire la massima attenzione agli orsi e al “problema” Gemma, sperando di poter contare anche sul sostegno delle forze di polizia operanti nel territorio e sulla collaborazione di amministratori e cittadini “in buona fede”.

Con la circostanza, e tanto per essere chiari, si vuole anche far riferimento ad altri scritti apparsi su “La Piazza” relativamente alle ricerche sull’Orso e alle cosiddette “vacche sacre”.

Almeno negli ultimi  anni le ricerche sulla fauna del Parco e sull’Orso non sono mai state “invasive”. In realtà, da circa 3 anni non vengano più effettuate catture di orsi,  se non in casi del tutto eccezionali, per rimuovere i radiocollari a suo tempo applicati o per seguire esemplari cosiddetti  “problematici”. Ogni tentativo di far passare informazioni diverse, da parte di chicchessia, è da considerare diretto a creare artificiose difficoltà al Parco. Non sembra proprio questo il modo corretto di comportarsi da parte di chi, magari, nutre ancora qualche rancorino… comunque a oggi del tutto ingiustificato.

Lo stesso dicasi per le morti degli orsi, che vengano sempre e in modo trasparente comunicate, diversamente da quanto, invece, poteva accadere in passato. E, ancora, la stessa cosa si può dire dei risultati degli studi effettuati, che mostrano come la popolazione  attuale è di circa 40-50 esemplari, vicina a quella dei decenni passati, a prescindere dalle fantasiose cifre all’epoca divulgate (da quali ricerche discendevano?). E, ancora,  non è male evidenziare che la problematicità di alcuni esemplari  non è certamente di oggi, anche se soltanto oggi si sta cercando di affrontarla in modo serio e programmato.

Basterebbe ricordare, ad esempio, le scorribande di alcuni orsi nelle cantine di Opi a far “man bassa” di salsicce, caciocavalli e nutella negli anni  ottanta-novanta. E, allora, come la mettiamo?  E ancora, se si vuol parlare di  ricerche “più o meno clandestine e non autorizzate dal Parco”, di  esche e quant’altro, perché si omette di dire che tutto ciò avveniva, se avveniva nei termini riportati, negli anni novanta? Qualcuno dovrebbe ricordare che all’epoca l’Ente Parco avrebbe potuto e dovuto intervenire. Perché non lo ha fatto? Forse perché impegnato su altri fronti….? (certamente meno importanti per la conservazione!).

E che dire delle “vacche sacre”? Arrivate anch’esse negli anni 1977-2000 furono accolte e trattenute senza che il Parco se ne preoccupasse più di tanto, lasciandole in eredità ai futuri amministratori e dirigenti. Soltanto l’attuale amministrazione sta cercando di fare il possibile, senza alcun’altra particolare collaborazione,  per risolvere la questione. Lo dimostra il fatto che certi “allevatori” non perdono occasione per manifestare contro il Parco, ancora una volta, e sempre, lasciato solo! Non risultano analoghe manifestazioni di protesta negli “anni d’oro” del Parco.

Con preghiera di pubblicazione integrale anche ai sensi delle vigenti norme sulla stampa.

Con viva cordialità.

Il Presidente
Giuseppe Rossi 

 

SCANNO IL SOLITO (BRUTTO) FILMultima modifica: 2012-07-13T18:03:24+00:00da vivrescanno
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