RIPARTE LA LEGGE PER I PICCOLI COMUNI

Piccoli comuni

La camera aprova una legge a sostegno dei piccoli comuni, ora la stessa passa al Senato: chissà se e quando vedrà la luce !!!!!!?????

Tanti infatti i provvedimenti che una volta approvati dalla Camera vanno nel dimenticatoio. Spesso infatti vengono discusse delle  solo per ragioni “tattiche” ben sapendo che poi di perde nella palude.  Un fatto notorio vezzo dei politicanti che aumentano la confusione con ventilate “proposte di legge” che quanto va bene vengono inserite nel calendario della camera. Tutto fumo e niente arrosto insomma ….. Ciò premesso comunque vediamo cosa sarebbe ipotizzato per i piccoli comuni.

ECCO ALCUNI OBIETTIVI DELLA LEGGE

Estendere l’e-Government.

Previsto un canale preferenziale  per l’accesso ai finanziamenti pubblici per la realizzazione dei programmi di e-Government e di innovazione tecnologica volti a valorizzare la rete i prodotti tipici tradizionali.

Sarà favorita la promozione e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali dei piccoli comuni, anche attraverso forme innovative quali un apposito portale telematico, grazie a un accordo stipulato tra ministero delle politiche agricole e forestali e associazioni ed enti delle categorie produttive interessate.

Segnalare i prodotti tipici nei cartelli stradali.

I piccoli comuni possono indicare nella cartellonistica ufficiale i rispettivi prodotti agroalimentari tradizionali, preceduti dalla dicitura “Luogo di produzione del ….” posta sotto il nome del comune e scritta in caratteri minori rispetto a quelli di quest’ultimo.

Incentivate le attività commerciali.

Sarà permesso agli artigiani residenti nei piccoli comuni di prorogare l’apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia e di mostrare e vendere i loro prodotti, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di autorizzazioni commerciali e artigianali, in apposite aree e per non più di quattro giorni al mese.

Incentivare l’insediamento nei piccoli comuni e recuperare il patrimonio abitativo.

Per favorire il riequilibrio insediativo e il recupero dei centri abitati, ciascuna regione potrà disporre di incentivi finanziari e premi a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza e dimora abituale o la sede di effettivo svolgimento della propria attività economica, impegnandosi a non modificarla per un decennio, da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti a un piccolo comune. Gli incentivi e i premi potranno essere concessi anche ai residenti nei piccoli comuni che intendano recuperare il patrimonio abitativo dei comuni stessi avviandovi una attività economica.

Alleggerito il fisco.

Il ministero dell’Economia e delle finanze istituirà un fondo dal quale attingere per concedere incentivi fiscali in favore dei piccoli comuni. Le disponibilità del fondo provvederanno alla copertura delle minori entrate derivanti dalla riduzione delle aliquote dell’imposta regionale sulle attività produttive; da ulteriori misure agevolative concernenti l’imposta comunale sugli immobili destinati ad abitazione principale e concernenti l’imposta di registro per l’acquisto di immobili destinati ad abitazione principale; dalla riduzione delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto sulle operazioni di trasloco di beni mobili, in favore di chi trasferisce la propria residenza da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti in un piccolo comune.

Non nascondere i nuovi nati.

Sarà data la possibilità di registrare le nuove nascite nell’anagrafe dei piccoli comuni privi di strutture ospedaliere o del reparto maternità, anziché in quella della comune dove avviene il parto.

Allargare l’informazione radiotelevisiva sui piccoli comuni.

La televisione darà più spazio ai piccoli comuni. Nel contratto di servizio con il concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo sarà infatti previsto l’obbligo di prestare particolare attenzione, nella programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale, alle realtà storiche, artistiche, sociali, economiche ed enogastronomiche dei piccoli comuni.

Difendere gli uffici postali.

In tutti i piccoli comuni sarà attivo uno sportello postale. Lo dovrà assicurare il ministero delle Comunicazioni. Le amministrazioni comunali potranno inoltre stipulare apposite convenzioni, di intesa con le associazioni di categoria e con l’Ente Poste italiane Spa, affinché i conti correnti, le imposte comunali, i vaglia postali, nonché le altre prestazioni, possano essere pagati negli esercizi commerciali presenti nel territorio comunale.

Salvare la scuola.

Le regioni potranno stipulare convenzioni con gli uffici scolastici regionali del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per finanziare il mantenimento in attività degli istituti scolastici statali aventi sede nei piccoli comuni che dovrebbero essere chiusi o accorpati. Le regioni agevoleranno forme sperimentali di teleinsegnamento.

RIPARTE LA LEGGE PER I PICCOLI COMUNIultima modifica: 2016-10-22T02:52:51+00:00da vivrescanno
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