Rinnovo organi dell’Ente Parco: comunicazioni del Presidente

Rinnovo organi dell’Ente Parco: comunicazioni del Presidente

 

Comunicazione del Presidente della Comunità del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise  a seguito della convocazione di assemblea straordinaria del giorno 12 febbraio. L’assemblea indetta non si è tenuta per mancato raggiungimento del numero legale

Fonte: sito web  Pescasseroli è VV (Leggi articolo sul sito)

 

Perché questa convocazione.

(Pescasseroli, 13 Feb 14) Ho convocato l’assemblea, per la prima volta in via straordinaria, perché è da parte mia doveroso dare a tutti voi una informazione aggiornata  sull’andamento della procedura di rinnovo degli organi dell’Ente e per fare, nel contempo chiarezza su quanto è accaduto anche all’interno della Comunità, nelle ultime settimane.
Due sono quindi gli argomenti:

  1. 
procedura di nomina del Presidente del Parco: a che punto siamo;
  2. una iniziativa impropria all’interno della Comunità.

 

 

Sul punto 1):
la proposta di nomina del Presidente e’ stata sottoposta al “parere” delle Commissioni Ambiente del Senato  e della Camera dei Deputati.
Le due  Commissioni si sono entrambe riunite martedì della scorsa settimana:
la Commissione Ambiente del Senato ha espresso parere favorevole;
la Commissione Ambiente della Camera non si e’ pronunciata ravvisando la necessità di approfondimenti anche attraverso l’audizione del candidato.
Ha quindi rinviato (era stato detto…) di dieci giorni l’esame della proposta del Ministro dell’Ambiente.
In realtà, la questione è stata poi calendarizzata per ieri 11 febbraio prevedendo sia l’audizione del candidato che la discussione.
E così e’ avvenuto ma l’esito della riunione di ieri e’ stato un secondo rinvio: il pronunciamento sulla proposta del ministro e’ stato rinviato alla prossima seduta prevista per martedì 18 febbraio 2014.
La procedura è quindi in via di definizione: una volta ottenuto il parere di entrambe le commissioni ci sarà il Decreto ministeriale. Il Parco avrà quindi  il nuovo Presidente.
Ciò avverrà dopo venti mesi di commissariamento (che sarà peraltro superato solo dopo la nomina del consiglio direttivo); e dopo ben otto mesi dall’avvio della procedura di nomina.

Sono tempi lunghissimi, inaccettabili, che confermano che qualcosa non va.

a) nella procedura prevista dalla legge quadro: la necessità delle “intese” con i Presidenti delle Regioni interessate… E a mio parere neanche nella proposta che ne prevede il superamento contenuta nel Collegato ambientale alla legge di stabilità 2014: io credo che le Regioni debbono continuare ad essere coinvolte ma in un altro modo.
Penso che ciò possa avvenire coinvolgendo formalmente la Comunità del Parco perché esprima “il parere” sulla nomina come organo consultivo per definizione che vede tra i suoi componenti proprio i Presidenti delle Regioni insieme ai Presidenti delle Province, ai Presidenti delle Comunità Montane e ai Sindaci dei comuni del parco.

b) Verrebbe così garantita la partecipazione dei territori rafforzando al tempo stesso il potere del ministro non più condizionato da intese obbligatorie ma tuttavia vincolato a richiedere un parere anche se  di carattere  soltanto consultivo. Ma qualcosa non è andato neanche nella proposta del ministro se ci sono voluti 8 mesi per giungere (?) alla conclusione.

Cosa non ha funzionato nella proposta del ministro?
Credo che ci sia stato innanzi tutto un problema legato alle modalità della proposta stessa, una proposta formalmente corretta ma praticamente debole perché

  • poco attenta ai cambiamenti in corso;
  • poco attenta alla crescente domanda di coinvolgimento e di partecipazione che viene dai cittadini;
  • poco attenta alla domanda di trasparenza ormai ineludibile perché quando non c’è trasparenza nelle scelte (in assenza di regole chiare) è inevitabile che si aprano spazi enormi alle interpretazioni più varie, interpretazioni che attengono ai criteri,
  • fino a far supporre l’applicazione di “schemi” che dovrebbero appartenere al passato;
  • fino ad alimentare il dubbio che  si possa privilegiare  l’appartenenza piuttosto che conoscenza;
  • la fedeltà piuttosto che la capacità;
  • la contiguità piuttosto che il merito.

Ecco perché pur in presenza di una proposta già sul tavolo delle Regioni era stato suggerito:

  • un passaggio sul territorio
  • 
un confronto con il territorio;
  • 
la richiesta di un contributo del territorio;
  • 
la ricerca di condivisione di quella scelta.

E tutto questo, anche per sgombrare il campo dalla sgradevole sensazione di sentire quella proposta come l’ennesima calata dall’alto: c’era in sostanza soltanto una richiesta di fare chiarezza prima di procedere.
Non c’è stato ascolto.
O se siamo stati sentiti (ma non ascoltati..) ciò è’ avvenuto a cose ormai fatte, a decisione ormai presa senza nessuna possibilità di mediazione.

C’è stata quindi una criticità prima di tutto nel metodo: questo e’ stato evidenziato con forza nel documento di Pizzone (il documento dei sindaci) basato su due punti:

  1. domanda di ascolto e di un percorso partecipato che riconoscesse un valore alle comunità locali;
  2. richiesta di trasparenza assumendo la competenza come elemento essenziale.

Che cosa è accaduto?
Non farò la cronistoria ma consentitemi solo un flash necessario per poter poi parlare della seconda ragione di questa convocazione e cioè per poter parlare di quella iniziativa che rischia di introdurre divisioni e rotture nella Comunità del Parco. Rischio di divisione che non è sulle opinioni (che possono essere differenti) ma che sta piuttosto nella alimentazione di dubbi sui comportamenti che da sempre sono stati improntati sulla civiltà, sulla lealtà, sulla fiducia tra i componenti della Comunità.

E’ questo l’aspetto che più mi sta a cuore e che dobbiamo analizzare aiutandoci con una ricostruzione flash di quanto accaduto:

documento di Pizzone (o dei Sindaci):

  1. proposto da alcuni sindaci e sottoscritto da tutti i presenti tranne uno (assemblea del 2/8/13);
  2. discusso  in  presenza  del  capo della segreteria politica del ministro;
  3. inviato (su mandato dell’assemblea) a tutti i decisori: al Ministro, ai Presidenti delle Regioni e ai Presidenti delle Commissioni parlamentari;
  4. rimasto senza esito e successivamente riproposto su richiesta della successiva assemblea di ottobre che aveva duramente stigmatizzato la mancanza di attenzione del Ministero nei confronti della Comunità del Parco.

Il documento viene ancora totalmente ignorato dal ministro: neanche un cortese riscontro,  come vorrebbero i rapporti di buona educazione se non il rispetto nei confronti dell’organo di un ente sottoposto alla propria vigilanza.
Solo a metà dicembre (a oltre quattro mesi dal primo invio) e solo dopo ripetute e umilianti sollecitazioni e-mail, vengo convocato per un incontro con i più stretti collaboratori del ministro (che, mi viene scritto, non riceve per parlare di nomine).
L’incontro avviene il 13 dicembre 2013 al ministero.
Sono presenti il Capo  della Segreteria  Politica  del Ministro, il Direttore  Generale  della Direzione Natura .., il Capo della Segreteria Tecnica ed altri.

In un clima di ostentata  freddezza, illustro il contenuto del documento di Pizzone.
Ribadisco che un preventivo ascolto della Comunità del Parco (anche in considerazione del  tipo di candidato individuato), anche se non previsto,  sarebbe stato utile e opportuno.

Non aggiungo altro ma i miei interlocutori fanno riferimento ad alcuni nomi che sarebbero stati vagliati e alla controproposta di un altro nominativo avanzata dalla Regione Abruzzo.
Ciononostante, affermano che non ci sono alternative alla proposta del ministro e che quindi la procedura andrà avanti sollecitando l’intesa con la Regione Abruzzo (l’unica delle tre regioni a non averla ancora concessa).

Sostanzialmente una chiusura totale e la conferma di una blindatura della 
scelta del ministro (che, a questo punto, non può più essere chiamata una proposta ma un vero diktat nei confronti di tutti, regioni e territorio).
Un resoconto dettagliato della riunione  viene inviato a tutti i componenti  della Comunità e pubblicato in rete confermando la disponibilità ad accogliere eventuali richieste di convocazione di un’assemblea ad hoc.
Intanto cosa accade intorno a noi…
Siamo al mese di gennaio:
si attivano esponenti locali di partiti, associazioni nazionali e movimenti spontanei che mettono in discussione modalità e scelte, segnalano criteri di selezione, chiedono udienza al ministro.

Il ministro:
riceve separatamente

  • i rappresentanti delle associazioni nazionali (8 su 10) firmatarie di una lettera-appello,
  • il primo firmatario di un appello sottoscritto da cinquantuno tra giuristi, ambientalisti intellettuali, scrittori di livello nazionale;
  • (informalmente) esponenti di forze politiche che avevano chiesto ascolto sollecitati da  amministratori e cittadini.

A tutti i suoi interlocutori il ministro ribadisce che non ci sono alternative al nominativo da lui proposto. Su quel nominativo ha avuto anche l’intesa della Regione Abruzzo. La procedura prosegue con l’invio della proposta alle Commissioni parlamentari per il parere consultivo.
Ribadisco che in nessuna occasione ho proposto nomi in alternativa alla proposta del ministro.
I nominativi circolati  sulla  stampa  sono contenuti in alcuni degli appelli sopra richiamati e rappresentati direttamente al ministro dai firmatari.

La stampa locale.
La vicenda ha avuto vasta eco sulla stampa locale. Non entro in dettaglio. Un breve riferimento e’ necessario però alla discussione e va fatto.
Dopo l’incontro del 13 dicembre al ministero, non sono più intervento sull’argomento.
Ho solo dovuto fare una precisazione rispetto ad un articolo pubblicato su un giornale locale a metà gennaio. Un articolo non proprio “spontaneo” nel quale si faceva un collegamento tra l’accelerazione verso la nomina e i vari documenti della Comunità che mi è sembrata una palese forzatura.
In sintesi l’articolo diceva: il ministro procede verso la nomina secondo quanto gli e’ stato richiesto anche dalla Comunità del Parco.

Non è andata proprio così.
La comunità, certo, da sempre ha chiesto di superare un commissariamento assurdo ma… attraverso un percorso partecipato e basando la scelta del presidente su criteri trasparenti “assumendo la competenza” come requisito base.
Questo e non altro ho inteso precisare a beneficio di una informazione corretta e rispettosa delle posizioni da noi assunte attraverso documenti e deliberazioni.
Questo è, al di là dei titoli ad effetto dei giornali.
Dopo la pubblicazione di questa mia precisazione (la cui sintesi decontestualizzata dal contenuto di una trattazione più articolata può aver indotto, come spesso accade, ad equivoci e interpretazioni interessate), qualcuno ha voluto parlare di

  • 
strumentalizzazioni del documento dei sindaci;
  • di considerazioni fatte a titolo personale dal Presidente.
    lanciando accuse ed insinuazioni ingiustificate e finalizzate a dividere la Comunità del Parco alle quali ho ritenuto di non dover replicare perché l’unica cosa che mi sta a cuore è il funzionamento e l’unità dell’organo che sono stato chiamato a presiedere

La lealtà.
Un funzionamento della Comunità che, al di la delle insufficienze che pure ci sono e dei limiti normativi, è stato sempre basato sulla più assoluta lealtà e sul rispetto reciproco la cui messa in discussione e’ davvero preoccupante.

Preoccupazione.
Ancora più forte e’ stata la mia preoccupazione nel venire indirettamente a conoscenza di una iniziativa

  • 
irrituale,
  • irrispettosa sul piano istituzionale,
  • divisiva
  • che fa male alla Comunità del Parco;
  • che fa male all’immagine del Parco;
  • che fa male al territorio.

Mi riferisco alla nota fatta circolare peraltro solo tra alcuni sindaci e poi inviata alla segreteria politica del ministro e quindi alle commissioni parlamentari.
Un’iniziativa che, a prescindere dal contenuto (ciascuno e’ libero di esprimere le proprie opinioni o anche di cambiarle) -per come e’ stata messa in atto – incrina consolidati rapporti di lealtà e di rispetto.
Un’iniziativa che poteva essere portata utilmente all’attenzione di questa assemblea e liberamente discussa.
Si fa presto a scavare fossati di diffidenza e incomprensione.
Difficile e’ poi ricoprirli per lavorare insieme sulle cose da fare.
Su questo occorre  riflettere serenamente per fare chiarezza al fine di salvaguardare i rapporti di fiducia che sempre ci sono stati tra noi al di la delle opinioni che possono anche divergere.
Siamo qui per rappresentare le comunità locali interessate alla soluzione dei problemi – che sono tanti- non ad altro.
A noi è richiesto di contribuire alla buona amministrazione del Parco e quindi di un patrimonio che è’ fondamentale per la vita e per l’economia del territorio.
Per questo saremo giudicati e di questo dovremo rispondere alle comunità locali e all’opinione pubblica nazionale e internazionale

PERCHÉ NOI SIAMO “IL” PARCO NAZIONALE!
Quello

  • degli armentari  e dei pastori della grande tradizione della transumanza;
  • dei boscaioli e dei mulattieri;
  • degli allevatori e degli artigiani delle costruzioni;
  • degli operatori turistici, dei ristoratori  e dei giovani delle nuove professioni;
  • di quella generazione di dirigenti di parchi e aree protette che qui sono passati e qui si sono formati prima di assumere responsabilità nazionali;
  • degli amministratori locali che nei rapporti quotidiani con le problematiche della conservazione hanno maturato competenze, conoscenze ed esperienze che consentono loro di assumere oggi le più elevate responsabilità politiche e gestionali;
  • degli intellettuali e degli scrittori che qui vengono a cercare ristoro e ispirazione.

Noi siamo i custodi e gli sviluppatori di questa grande tradizione, di questa storia secolare fatta anche di insufficienze attraverso le quali siamo giunti ad essere quello che siamo e che vogliamo continuare ad essere cambiando quel che c’è da cambiare ma lasciando fuori dalla porta logiche di contrapposizione strumentale che non interessano le nostre comunità, non ci aiutano nel nostro compito di amministratori, non aiutano il Parco.

Alberto D’Orazio
Presidente della Comunità Pnalm

 

Rinnovo organi dell’Ente Parco: comunicazioni del Presidenteultima modifica: 2014-02-14T08:05:36+00:00da vivrescanno
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