Primarie PD …..Quel ragazzo ha un futuro già prenotato

di Mario Sechi

Il confronto tra Bersani e Renzi ha mostrato la differenza tra i due candidati. Ieri sera il confronto tv è stato una lezione di comunicazione. Da una parte il giovane e dall’altra il vecchio. Il salto generazionale s’è visto tutto, enorme. Bersani governerà l’oggi, ma Renzi si è già messo in tasca il domani.

Quel ragazzo ha il futuro già prenotato

Il confronto tra Bersani e Renzi ha mostrato la differenza tra i due candidati. Finché erano in cinque e Vendola svolgeva il ruolo del «sinistro», le parole si annacquavano e non emergevano con forza le distanze tra il segretario del Pd e il suo sfidante. Ma ieri sera il confronto tv è stato una lezione di comunicazione. Da una parte il giovane e dall’altra il vecchio. Il salto generazionale s’è visto tutto, enorme. Ogni volta che parlava Bersani, si avvertiva nettamente la sensazione di un ritorno nel passato, mentre appena Renzi prendeva la parola c’era un viaggio nel futuro, quello della contemporaneità, il Ventunesimo Secolo nel quale l’Italia fatica a entrare con piena consapevolezza dei suoi problemi e delle sue capacità.
Quando Renzi ha ricordato minuziosamente il numero di giorni (2547) del Bersani ministro ha mostrato non solo come si parla in televisione, ma soprattutto che c’è un passato di governo del centrosinistra che non può essere coperto usando sempre il mantello del Cavaliere. Sul fisco, l’evasione, la politica industriale, il conflitto di interessi, il finanziamento pubblico dei partiti, le riforme sbagliate e le marce indietro della sinistra old style, Renzi ha picchiato duro, con il sorriso da bravo ragazzo, ma con la determinazione di chi sta scalando la montagna di un partito che non prevedeva l’ascesa del ragazzo di Firenze. Bersani vincerà il ballottaggio, ma da ieri sera è stato rimesso al suo posto: nel passato. Attenzione, il segretario del Pd ha svolto bene il suo compito: ha difeso l’orgoglio di partito, non si è mai sbilanciato al centro, ha tenuto ben presente che la sua affermazione dipende dal voto dei vendoliani e – piaccia o meno – ha mostrato di essere una persona che sa quel che vuole (Palazzo Chigi) e pensa di ottenere il risultato accarezzando l’immaginario di chi si sente insicuro e pensa alla mammella dello Stato come soluzione del problema italiano.
Renzi ha mostrato il linguaggio di una «nuova sinistra», un discorso che ha le sue origini dalla lezione di Tony Blair: pragmatica, innovativa, progressista senza la zavorra plumbea del passatismo ideologico della sinistra italiana.
Renzi è il candidato vincente di domani, Bersani l’uomo che deve organizzare in maniera saggia la transizione della sinistra italiana verso quel Partito Democratico ben immaginato da Walter Veltroni e mal realizzato da una classe dirigente inadeguata rispetto all’idea del suo fondatore. Il ruolo più delicato, in questa partita decisiva per la democrazia italiana, sarà quello di Bersani. Qualche anno fa il segretario si definì un «uomo di fiume», subito dopo le elezioni politiche del 2013 vedremo se saprà stare a galla e svolgere il ruolo di traghettatore di una famiglia abituata a risolvere i problemi rompendo i piatti. Bersani governerà l’oggi, ma Renzi si è già messo in tasca il domani.

Primarie PD …..Quel ragazzo ha un futuro già prenotatoultima modifica: 2012-11-30T16:12:00+00:00da vivrescanno
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento