Nuovo governo, Renzi: “Tutti leali con Bersani. Ma il Pd è da rifondare”

Il sindaco di Firenze: “Non ho parlato perché non sono abituato alle liturgie di partito.

Ma serve una riflessione sulla forma partito da fare dopo l’impasse istituzionale”. Barca potrebbe diventare il suo “rivale” per la corsa alla guida dei democratici.

Intanto Fassina attacca: “Con lui avremmo vinto? Leggenda metropolitana. Basta Unti del Signore”

Nuovo governo, Renzi: “Tutti leali con Bersani. Ma il Pd è da rifondare”

Un partito da rifondare che deve abbandonare la vecchia forma dell’apparato e deve  farsi più vicino alla gente. Come? Partendo, intanto, dalla rinuncia al finanziamento pubblico. Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, sconfitto alle primarie del centrosinistra ma diventato improvvisamente l’unica speranza di ripartenza del Partito Democratico, ribadisce la lealtà al segretario Pierluigi Bersani. Il fatto che ieri non abbia parlato, spiega, non ha un significato preciso: “Oggi io e tutti gli altri facciamo la nostra parte – spiega – perché vada bene il tentativo” di coinvolgere l’M5S, ma “se le cose non andassero in porto – osserva – è chiaro che si aprirebbe uno scenario diverso”. Non ha parlato, dice Renzi, perché lui è abituato a fare il sindaco, a trattare cose concrete e quello che aveva da dire l’aveva già detto nei giorni scorsi. Di una cosa è certo Renzi: “Questa legislatura ha tutte le caratteristiche per battere tutti i record di durata in negativo”.

“La sconfitta ci impone una riflessione. Basta il partito vecchia maniera”
Mentre tutti lo indicano come possibile capo di un governo di responsabilità nazionale e, ancor di più, come favorito a guidare il Pd, lui ieri ha fatto sapere che nel 2014 si ricandiderà a sindaco di Firenze. Dunque perché se n’è andato dalla direzione nazionale del Pd? “Non sono abituato a partecipare alle liturgie del partito anche perché da sindaco sono impegnato con cose più concrete” risponde Renzi al Messaggero. “Penso però – aggiunge – che la sconfitta ci costringa ad aprire una riflessione sulla forma partito, che dovremo fare una volta chiusa l’impasse istituzionale”. Dunque “il modello di partito solido, vecchia maniera, è stato profondamente messo in discussione e questa è una parte del ragionamento su cui alle nostre primarie abbiamo solo cominciato a discutere”. Per esempio? “Per esempio un partito che fa a meno del finanziamento pubblico. Sarebbe tra l’altro un segnale molto importante per dimostrare che ci si avvicina a ciò che chiede la gente”. 

“In un Paese normale ci sarebbe un accordo di grande coalizione”
Sul percorso delle prossime settimane “oggi sarebbe assurdo prefigurare scenari alternativi quando stiamo ancora lavorando al piano A”, afferma Renzi. Ciò premesso, se Napolitano ha messo per iscritto il suo appello ai partiti a non arroccarsi su posizioni predeterminate, “non possiamo prescinderne”. Per il resto l‘esclusione di un accordo con Berlusconi “è una posizione su cui oggi è attestato tutto il partito”, rileva Renzi. Tuttavia “in un Paese normale, all’indomani di elezioni con questo esito faresti un accordo di grande coalizione, come accadde in Germania, tra centrodestra e centrosinistra. Le anomalie del sistema italiano sono evidenti laddove manca un reciproco riconoscimento tra destra e sinistra”.

Nuovo governo, Renzi: “Tutti leali con Bersani. Ma il Pd è da rifondare”ultima modifica: 2013-03-07T18:45:00+00:00da vivrescanno
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