Nella legge di stabilità tasse vere e tagli finti

Il peso delle tasse aumenta sempre più. La realtà è che i costi della politica non sono più sostenibili. Infatti pare che, anche se volessero (ma non lo vogliono, perché con la spesa pubblica si comprano il consenso), non ce la farebbero perché il burocrate di turno tutte le volte si pone di traverso all’attuazione di quelle poche misure che si tenta di porre in essere.

Forse l’articolo che si acclude puo’ meglio aiutare a comprendere il fenomeno….

Nella legge di stabilità tasse vere e tagli finti

 

 di Marino Longoni  

Fonte: ITALIA OGGI

Nella prossima legge di stabilità, che sarà varata entro il 15 ottobre, ci saranno un taglio al cuneo fiscale, la disciplina della service tax, la riforma delle aliquote Iva, il congelamento delle pensioni sopra i 3 mila euro, il finanziamento di alcune spese indifferibili. Difficile sapere qualcosa di più. Ovviamente il governo si guarda bene dallo svelare in anticipo i propri piani, tanto che la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, dopo il colloquio con il premier, Enrico Letta, di lunedì sera, ha detto che attualmente la legge di stabilità è ancora un foglio bianco. Se il governo scoprisse le carte in anticipo, si esporrebbe alle bordate delle lobby colpite o non sufficientemente protette, e potrebbe essere costretto a poco onorevoli retromarce.

Eppure c’è qualcosa che si può dare per certo pur senza aver adocchiato di nascosto nessuna delle carte del ministro Fabrizio Saccomanni. Una parte della manovra sarà composta di tagli alla spesa, un’altra parte di nuove entrate. Le nuove tasse saranno reali, mentre i tagli alla spesa saranno virtuali, specchi per le allodole, fumo negli occhi. Una sorta di compensazione psicologica per i cittadini che le tasse le pagano, e che saranno costretti a pagarne di più. Gli si vuole mostrare che anche l’altra metà del cielo, quella che sulle tasse ci campa, sarà costretta a lacrime e sangue. E se fino a oggi una parte di quello che hanno faticosamente versato nelle casse dell’erario è andato sprecato, da domani non sarà più così: l’Italia si trasformerà, regneranno efficienza, trasparenza, correttezza.

Evidentemente il trucchetto funziona perché si ripete da almeno vent’anni. Ma la spesa pubblica non è mai diminuita, anzi continua allegramente ad aumentare. Nel 1993 era inferiore ai 400 miliardi, quest’anno siamo a quota 807 mld, nel 2015 se tutto va bene arriveremo a 828, nonostante tutte le manovre economiche.

In realtà i politici, anche se volessero (ma non lo vogliono, perché con la spesa pubblica si comprano il consenso), non sarebbero in grado di tagliare granché perché l’alta burocrazia, tutte le volte che ha dovuto dare attuazione a misure del genere è sempre riuscita a trovare il modo di svicolare, anche perché i politici cambiano, loro restano.

Nella legge di stabilità tasse vere e tagli fintiultima modifica: 2013-10-15T18:35:00+00:00da vivrescanno
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