LA RISPOSTA AL POPULISMO … UNIRE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE COME RICETTA PER USCIRE DALLA CRISI!!

Casini apre al Pd e punta al Colle

 

Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è la giusta risposta al “populismo”

Prima in un’intervista rilasciata al Corsera e poi a margine della direzione nazionale del suo partito: Pier Ferdinando Casini ieri ha sparigliato e ha lanciato un’alleanza moderato-progressista. Una mossa che gli consentirebbe di giocarsi le ultime chances per la corsa al quirinale appoggiato dal favorito per la poltrona di premier Pier Luigi Bersani. «Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia. Come capiscono anche tanti moderati del Pdl». Così al “Corriere della Sera” ammettendo che «esiste» il rischio di elezioni anticipate ad ottobre e individuandone la “causa” nel centrodestra. «Berlusconi – ha spiegato infatti – è tornato a dare le carte e a spingere il Pdl verso la solita deriva del populismo». Un esempio di questa strategia è per Casini l’attacco all’euro grazie al quale «può certamente prendere più voti» ma «isola il Pdl in uno scivolamento a destra che lo renderà ininfluente nella prossima legislatura». Insomma, se si parla di «solidità del gruppo dirigente» il Pd per Casini è più forte del Pdl, Bersani è «un interlocutore serio, non cambia idea tutti i giorni». L’appoggio al governo Monti resta per Casini un impegno da sottoscrivere, «non si può andare in ordine sparso», il lavoro «è appena all’inizio e i partiti devono fare le riforme».
A metà mattinata, poi, il leader dell’Udc ha rilanciato l’ipotesi di una prosecuzione della collaborazione tra “progressisti” e “moderati” per affrontare «l’emergenza di lunga durata» che la crisi economica ha imposto all’Europa. «Ho sempre ritenuto – ha precisato parlando a margine della riunione della Direzione nazionale del suo partito – che la prospettiva sia un patto per affrontare l’emergenza tra progressisti e moderati. Oggi, sul finire della legislatura, quel patto si è realizzato con il governo tecnico ma credo che possa affermarsi anche con un governo politico nella prossima legislatura.
In pratica, un rapporto forte «tra le grandi famiglie politiche del Ppe e del socialismo europeo» che a giudizio di Casini può essere la risposta alla crisi dei mercati. «Ci chiedono se noi crediamo nell’Europa. Io credo che il patto vada finalizzato agli Stati uniti d’Europa, come conseguenza di questa crisi drammatica». A chi gli ha domandato se il Pdl, che fa parte del Ppe, possa aderire in blocco a questa prospettiva, Casini ha replicato: «Problema loro. Certo, il Ppe non ha molto a che fare con chi vagheggia anche solo come possibilità, di una uscita dell’Italia dall’Euro. Nel Ppe questo è considerato peccato mortale».
Senza dubbio la reazione più attesa alle parole di Casini era quella del segretario del Pd. «L’intervista in cui Pier Ferdinando Casini apre ad un’alleanza tra moderati e progressisti è un passo importante. Credo sia un’intervista che ha un significato politicamente di grande rilievo». Bersani, parlando con Youdemtv, ha aggunto che «diventa sempre più evidente, in Italia ma non solo, che il problema è costruire un patto tra forze riformiste e forze democratiche e costituzionali contro una destra che inevitabilmente viene risucchiata da tentazioni populiste: via dall’euro, non paghiamo i debiti, che sono parole d’ordine pericolosissime. È la logica delle cose che porta a un patto di questo genere». Nel Pdl c’è stato chi ha criticato con lucidità la sortita del leader centrsta a e chi ha optato per una riflessione più politica. «È partita ufficialmente la rincorsa del presidente Casini verso il Quirinale. Una rincorsa a dir vero assai lunga, con il rischio per l’atleta di arrivare affaticato al momento di spiccare il salto e di finire nella sabbia». Così Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati Pdl. «Tutto il resto delle cose dette da Casini sull’alleanza fra progressisti e moderati è fuffa – ha aggiunto – è pura e semplice fuffa. L’Udc rappresenta una piccola quota del mondo moderato, indossare il pennacchio in rappresentanza di tutti i moderati è a dir poco avventato. Al presidente Casini – ha concluso – faccio gli auguri più sinceri per le sue ambizioni. Anche se, sono sicuro, scoprirà a sue spese che ambizioni giuste sono state affidate ad alleati sbagliati». Per il presidente dei deputati piediellini, invece, «un conto è il quadro istituzionale, sia europeo che nazionale, che richiede un incontro fra le principali forze politiche, quelle aderenti al Ppe e quelle aderenti al Partito socialista per fare riforme istituzionali ed elettorali, un altro conto è teorizzare un patto fra progressisti e moderati che, escludendo pregiudizialmente il Pdl, sarebbe solo la riproposizione del centrosinistra classico, con Casini al posto di Prodi».

 

LA RISPOSTA AL POPULISMO … UNIRE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE COME RICETTA PER USCIRE DALLA CRISI!!ultima modifica: 2012-06-26T20:07:00+00:00da vivrescanno
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