Dopo l’8 settembre 1943: Kesselring curato a Scanno

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CORRIERE PELIGNO

Scanno,7  settembre.- Le pagine delle “Memorie di guerra 1943-1944”di Ester Brown Nannarone, nonna del curatore  Andrea Frenguelli, rappresentano uno spaccato interessante della vita scannese del tempo di guerra e una testimonianza straordinaria di una donna, nata in Svizzera, a Baden, nel 1912 e morta il 5 settembre 2011. Si sentiva scannese, avendo sposato Carlo Nannarone, notaio a Roma, tanto che nel periodo di guerra si mise a disposizione, come interprete, nel contribuire a risolvere i tanti problemi di chiarimenti tra tedeschi e italiani. Svolse quindi un’opera straordinaria di aiuto alla gente del paese.

Le “Memorie” iniziano con il bombardamento di Sulmona  (27 agosto  o  primi giorni di settembre 1943): “Abbiamo visto dalla strada dietro casa il bombardamento di Sulmona”, e descrivono la situazione disagiata di quel periodo: “La gente si arrangia come può: si fa il sapone in casa; tutto quello che è fattibile in casa si fa da sé, ci si arrangia alla meglio”.

La giornata dell’8 settembre viene raccontata così: “La mattina dell’8 settembre viene ‘gettato’ il bando: tutti in piazza. Alla radio con l’altoparlante c’è un discorso; ma vi assicuro: più che un discorso è una pugnalata al cuore. Sono poche ma terribili parole: ‘Italiani, la guerra è finita, abbiamo perso. Tutti quelli che sono morti sono morti invano’.” E’ curioso, per non dire storicamente intrigante, rilevare come viene colto in paese l’annuncio dell’armistizio, ridotto a due concetti: “guerra finita, morti invano”.

Ma subito si capirà che non solo la guerra non è finita, si svolgerà anzi in casa e altri morti andranno ad aumentare il già numeroso cumulo.

Il primo contatto con i tedeschi è drammatico: ne arrivano due in sidecar che vanno alla ricerca di pneumatici.  Entrano, sparando,  in casa di un emigrante in America (Zefferino), trovano una vecchia torpedo e tolgono le ruote.  In un baule sottraggono il materiale che vi si trova. In risposta alcuni giovani scannesi  tentano di reagire, ma Ester li sconsiglia essendo a conoscenza della rappresaglia che i tedeschi avrebbero eseguita contro i cittadini di Scanno.

L’albergo “Pace” viene requisito per diventare “kommandatur”. Vengono requisiti anche gli altri alberghi. Torna Vincenzo Tanturri, da Milano, che farà da interprete, in collaborazione con Ester Brown Nannarone. A Scanno, ma soprattutto a Frattura arrivano molti ex-prigionieri fuggiaschi dal Campo 78 di Fonte d’Amore. Un gruppetto di 5 inglesi della RAF scrivono sulla neve “Abbiamo fame” in modo che gli aerei inglesi vedano e provvedano. Infatti un ricognitore lancia cibo, vettovaglie ed una ricetrasmittente, recuperata però dai tedeschi. Questi ricatturano i cinque inglesi e minacciano per rappresaglia la fucilazione di dieci fratturesi. Fortunatamente l’intervento dell’interprete Vincenzo Tanturri salva la situazione facendo sì che i tedeschi si accontentino solo di requisire il bestiame. Tra tedeschi e abitanti della zona si stabilisce un reciproco rispetto, anche se in molte case vengono ospitati ex-prigionieri alleati. A casa della famiglia Nannarone abita il capitano Popp, insegnante di Bayreuth, che procurerà il sale per tutto il paese. Una sera d’inverno bussa alla porta un gruppo di soldati con 150 cavalli di Frisia. Il giorno dopo, sul valico moriranno tutti.

In casa Accivile trova alloggio il generale Kesselring, che resterà poco tempo. Ha l’influenza. “Gli do il consiglio – scrive Ester –  di curare il mal di gola con la cenere calda; è costernato dall’effetto istantaneo di questo rimedio antichissimo”.

Intanto Vincenzo Tanturri, l’interprete che collabora con Ester, torna a Milano. Ester resta sola e sente che il comando tedesco le dice: “noi abbiamo urgente bisogno di un interprete fisso da portarci dietro, perché tra poco il nostro reparto sarà trasferito al fronte; è un guaio che lei abbia due figli piccoli, ma in fin dei conti questi bimbi hanno il padre ed i nonni, andrà a finire che al momento della nostra partenza lei sarà requisita”. La soluzione di andare in Svizzera viene trovata dal capitano tedesco Popp, che organizza l’intero viaggio. Ester con i due figli piccoli parte per la Svizzera. Un viaggio allucinante. A Como madre e figli dovranno restare molto tempo, affrontando disagi e rischi, prima di ottenere il permesso di rientrare in Svizzera. Concludendo, Ester scrive: “Mi ricorderò sempre con gratitudine di tanta brava gente che ho avuto la fortuna di incontrare. Ho imparato che bisogna vivere per gli altri e con gli altri, e non per sé stessi e contro gli altri”. (h. 14,00)

Mario Setta

Dopo l’8 settembre 1943: Kesselring curato a Scannoultima modifica: 2015-09-07T16:10:47+00:00da vivrescanno
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