Elezioni: istruzioni per l’uso (8) Le due Italie :un quartino in meno

A cura di Diego Cocco

Elezioni: istruzioni per l’uso (8)

Le due Italie :un quartino in meno!


Non è certo una novità: Nord e Sud d’ Italia corrono a due velocità. Per delineare con sufficiente precisione il quadro della situazione è utile consultare le tabelle del reddito disponibile, cioè i soldi che rimangono in tasca dopo aver pagato tasse ed imposte. In questi giorni l’Istat ha comunicato gli ultimi dati, relativi al 2011.

Il reddito medio della famiglia italiana è di 17.979 euro. Ma mentre il Nord arriva a 20.800 euro e il Centro a 19.300 euro, nel Mezzogiorno crolla la quota 13.400: un quarto in meno della media nazionale. Al primo posto per reddito detenuto figurano gli abitanti di Bolzano: 23 mila euro. I campani occupano l’ ultima posizione con 12.500 euro. 21 Istituti di Studi meridionalisti hanno presentato le loro proposte per rilanciare l’economia del paese a partire dal sud. Tra le misure previste: l’aumento dell’ iva, l’introduzione della patrimoniale, l’abolizione dell’ Irap sulle imprese manifatturiere. Una ricetta di non semplice applicazione. Considerando la curva involutiva dei redditi, l’assenza di tracce visibili di progresso umano e di opportunità offerte dal territorio, Scanno è decisamente il paese più meridionale d’Abruzzo. Ammorbato per giunta da vomitevoli trasversalità, familismo e opacità omertose per interessi inconfessabili e non riconducibili al bene comune. Proprio come nei territori più arretrati e irredimibili, senza averne neppure alcuna consapevolezza. Ci vorrebbe un miracolo, San Gennaro! “L Africa in casa “ “ Questo non è un paese e nemmeno un villaggio, è un accampamento di pagliai … in cui vivono i contadini che hanno in fitto o in compartecipazione o in enfiteusi le terre dei feudi. Nel pagliaio non c’è camino. Il focolare, costruito da quattro pietre, si trova in un angolo della stanza, sul pavimento di terra battuta. La capanna misura quattro metri per sei e nel punto centrale ha un’altezza di quattro metri. Quasi metà dell’ambiente è occupata dalle bestie: due muli legati ad una mangiatoia e una capra. Il letame delle bestie viene ammucchiato fuori dalla casa da un anno all’altro, formando col tempo grossi mucchi, alti in qualche punto come i pagliai. Nell’interno del pagliaio c’è il letto matrimoniale. Al posto del materasso c’è un saccone pieno di paglia che viene cambiata una volta l’anno. Non ci sono lenzuola né cuscini, ma soltanto alcune coperte fatte di stracci vecchi. Nel letto dormono marito, moglie e una ragazza di 19 anni. Gli altri figli dormono per terra, sulla paglia. Una cassa di legno, sorretta da pile di mattoni e di sassi, serve da tavolo, non per mangiare ma per appoggiarvi alcuni oggetti d’uso comune: una brocca, un pettine, il sapone, un lume a petrolio. Mancano stoviglie e posate. La minestra viene versata in una catinella di ferro smaltato, da cui i membri della famiglia attingono a turno con un unico grosso ramaiolo d’ alluminio che si passano di mano. Se si tratta di pasta, non usano il ramaiolo e mangiano con le mani. Chiediamo alla donna qual è il cibo abituale della famiglia. ‘Che volete che mangiamo’ risponde ‘pane, pane e cicoria; poi la sera facciamo la pasta’”. Non è l’Africa, non è l’India, non è il Brasile: è Tudia, una località a quaranta chilometri da Caltanisetta, un pezzo di Sicilia, Italia, nel 1958. “ Senza gabinetto” “In quasi nessuna abitazione esiste il gabinetto … C’è un foro sull’uscio di casa chiamato “buttatoio”… la fogna corra liberamente a livello della strada. A Racalmuto i vasi da notte vengono vuotati su un carro che la mattina fa il giro del paese … Liuzza Cannella è una donna di 50 anni … vestita di nero … è analfabeta, non si è mai mossa da qui … ’beato l’uomo che va a fare il militare e vede il mondo‘ dice … ha avuto dieci figli, quattro morti prestissimo … oggi vivono tutti insieme, marito moglie e sei figli nell’unica stanza di cui è costituita l’abitazione … nella stanza c’è anche il mulo che viene legato al piede del letto … lo sterco del mulo, che viene ammucchiato vicino alla porta di casa, viene poi venduto come letame”. “Non è l’Africa, non è l’India, non è il Brasile: è Palma di Montechiaro, provincia di Agrigento, un pezzo di Sicilia, Italia, nel 1958”. “Latte molto raramente” “Il 70 per cento della popolazione adulta di questi paesi è formata da piccoli pastori con armenti di 80 – 100 pecore e dai loro aiutanti che vengono chiamati “servi-pastori”… ragazzi tra gli 8 ed i 14 anni … il loro modo di vivere e quello dei padroni pecorai no sono molto differenti: uguali il vitto, carta da musica e formaggio per tutti i giorni dell’anno esclusa la domenica e qualche festività, latte molto raramente perché sono costretti a barattarlo col negoziante del paese in cambio della pasta … carne cinque o sei volte l’anno quando muore una delle bestie … spesso si cibano di cipolla e/o di patate rubate nei campi; qualche volta perfino d’erba … per circa cinque mesi dell’anno i pastori dormono nei campi, al riparo di un albero o di una roccia. Quando piove alzano una tenda rudimentale fatta di stracci e di pelli. Il loro tetto è formato da un graticcio di rami d’albero incrociati tra loro e ricoperti di muschio e arbusti, la loro coperta è una pelle di montone …”. “Non è l’Africa, non è l’India, non è il Brasile: è un pezzo di Sardegna, Italia, nel 1958”. (E’ uno scenario che ben presto potrebbe riproporsi in realtà molto vicina alla nostra, senza una rapida inversione di mentalità) “… non erano molto diverse le condizioni in cui vivevano i contadini poveri o i pastori in alcune zone della Puglia, della Campania, del Molise, dell’Abruzzo, in paesi privi di acquedotti, di scuole e di strade, che la neve d’inverno isolava, per settimane, da quel mondo civile al quale erano pure costretti a rivolgersi, per un medico o un certificato … I contadini italiani conoscevano da sempre la miseria, la fame, la fatica, la pellagra … da sempre avevano cercato la fortuna altrove …”. (Miriam Mafai, ”il sorpasso – Gli straordinari anni del miracolo economico 1958-1963”, 1997). Forza Sud! “Esistono tanti modi per presentare una notizia come quella arrivata da Londra . Il London Stock Exchange Group (che controlla l’Lse e la Borsa italiana) ha acquistato il67 % di Gatelab, piattaforma tecnologica di trading …” Insomma “… una società di Isernia è riuscita a farsi acquistare dalla City … come mai una società che opera nella roboante Londra deve prendere il treno fino a Isernia per acquistare qualcuno che sappia produrre software e hardware che reggano il passo con il trading moderno? La risposta è che non siamo messi così male come immaginiamo. E’ una piccola acquisizione, per carità … ma insieme a tanti altri casi, Gatelab dimostra che l’Italia, a macchia di leopardo, produce eccellenze. … A Isernia rimarrà comunque la divisione ricerca e sviluppo. Insomma, soldi esteri, Innovazione italiana”. Bravi! (Massimo Sideri, Il corriere della sera ) ​

A cura di Diego Cocco

Elezioni: istruzioni per l’uso (8) Le due Italie :un quartino in menoultima modifica: 2013-02-21T07:06:00+00:00da vivrescanno
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