Elezioni: istruzioni per l’uso (13 – FINE); La cuccagna

A cura di Diego Cocco

 

Elezioni: istruzioni per l’uso (13 – FINE)

 

La cuccagna

 

Le regioni autonome – Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta non amano che si parli di loro.

Cioè, si può e anzi si deve parlare delle loro mele, delle loro spiagge, del loro speck, dei loro monti, dei loro vini e delle loro bellezze, in generale. Ma guai a sfruculiare sullo statuto speciale.

Guai a ricordare che grazie a quello statuto navigano nell’oro anche quando altri tirano la cinghia e che godono, facendoli poi godere ai rispettivi abitanti, di privilegi a dir poco imbarazzanti. Sorte per decisione dei padri costituenti (che fecero proprio, nel caso della Valle d’Aosta e della Sicilia, il deliberato di Umberto di Savoia, luogotenente del Regno) forse, ripeto, forse avevano ragione d’essere negli anni difficili del primo dopoguerra. Oggi possono essere definite, se si è d’animo caritatevole, anacronistiche.

Qualcuno ha abbastanza bronzo sulla faccia per sostenere che la condizione economica dei Valdostani è ancora così precaria da giustificare i mutui agevolati per la casa o il bonus di 900 litri di benzina  o gasolio?

O il rimborso totale dei libri di testo, compresi quelli universitari anche se in Val d’Aosta non ci sono università ?

O che le conseguenze della guerra siano ancora così drammatiche da motivare i contributi per il 70 per cento a fondo perduto agli imprenditori Altoatesini, quando le norme comunitarie fissano quell’incentivo al 15 per cento ?

O che dopo più di mezzo secolo ai dipendenti debba ancora essere versata, in moneta sonante, “l’indennità di bilinguismo”?


La cuccagna delle regioni autonome (e delle province autonome: Trento e Bolzano) trae origine da una norma che si rifà agli antichi diritti feudali: su mille euro di tasse versate all’erario, ne tornano 600 in Friuli Venezia Giulia, 700 in Sardegna, 900 in Trentino e Valle d’Aosta mentre la Sicilia fa l’en plein: 1000.

Detta in altro modo, su 5000 euro di tributi provenienti da quei sangiaccati, lo Stato, colui che manda avanti la Baracca, la giustizia, la sanità, i trasporti, l’istruzione, la tutela dell’ordine pubblico eccetera, ne incamera solo 900. Novecento su cinquemila.

Eppure, nonostante il cospicuo gruzzolo (aumentato a dismisura dai contributi comunitari) la Sardegna non ha un’autostrada e il flusso dell’acqua nelle abitazioni cessa alle 14 d’ogni giorno che Dio manda in terra. Per non parlare della Sicilia, sempre alla canna del gas, che dilapida il 75 per cento delle smisurate risorse finanziarie per mantenere (alla grande: gli uscieri della regione vanno in pensione con 2.500 euro netti al mese) 16.000 dipendenti e 80.000 precari alimentando il più gigantesco “postificio” europeo …

Cosa ci vuole a fare cessare questo scandalo legittimato da una costituzione che sarà anche democratica e antifascista, nata dalla resistenza … ma scandalo rimane?”

(Paolo Granzotto, il Giornale, 2005)

 

Ai giovani eroi che hanno sacrificato

la vita per l’Italia

 

 

Lapide murata a 2550 metri di altezza nella roccia dolomitica della Tofana di Rozes, presso Cortina d’Ampezzo.

 

A cura di Diego Cocco

 

Elezioni: istruzioni per l’uso (13 – FINE); La cuccagnaultima modifica: 2013-02-26T18:35:00+00:00da vivrescanno
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