Elezioni: istruzioni per l’uso (12):Grandezze e miserie di un dittatore

A cura di Diego Cocco

Elezioni: istruzioni per l’uso (12)

 

Grandezze e miserie di un dittatore

 

Dal diario di Benedetto Croce, in data 2 Dicembre 1943, si parla di Mussolini.

“ … Anche a me di rado sale dal petto un impeto contro di lui al pensiero della rovina a cui ha portato l’Italia e della corruttela profonda che lascia nella vita pubblica: persino nell’Esercito, persino nei Carabinieri … ma pure rifletto talvolta che ben potrà darsi il caso che i miei colleghi in storiografia si metteranno a scoprire in quell’uomo tratti generosi e geniali e addirittura imprenderanno di lui la riabilitazione. E fors’anche lo esalteranno. Perciò mentalmente m’indirizzo a loro per avvertirli che lascino stare, che resistano alla seduzione delle tesi paradossali, ingegnose e ‘brillanti’, perché l’uomo, nella sua realtà, era di corta intelligenza, correlativa alla sua radicale deficienza di sensibilità morale, ignorante, di quella ignoranza sostanziale che è nel non intendere e non conoscere gli elementari rapporti della vita umana e civile, incapace di autocritica al pari che di scrupoli di coscienza, vanitosissimo, privo di ogni gusto in ogni sua parola e gesto, sempre tra il pacchiano e l’arrogante. Chiamato a rispondere del danno e dell’onta in cui ha gettato l’Italia, con le sue parole e la sua azione e con tutte le sue arti di sopraffazione e di corruzione, potrebbe rispondere agli italiani come quello sciagurato capopopolo di Firenze, di cui ci parla Giovanni Villani, rispose ai suoi compagni di esilio che gli rinfacciavano di averli condotti al disastro di Montaperti*:’ e voi, perché mi avete creduto?”.

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*a Montaperti, in Toscana, fu combattuta una aspra battaglia tra senesi e fiorentini, il 4 settembre 1260. Vinsero i senesi. Il gonfalone di Firenze fu attaccato alla coda di un asino e trascinato nella polvere. Tra le due città si era sviluppata una forte conflittualità per questioni economiche e di egemonia sul territorio.

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“Ameranno l’Italia”

 

“… Ha scritto Herbert L. Matthews in ‘i frutti del fascismo’: ‘il Duce ebbe in questi anni realmente un enorme consenso popolare: tributo che veniva pagato più  a lui personalmente che non al regime, sebbene per quel che si ha modo di giudicare, la maggior parte della gente fosse anche indubbiamente favorevole al fascismo … negli anni di cui sto scrivendo [quelli della grande crisi] il fascismo … soddisfaceva alle esigenze della maggiore parte degli italiani, dai quali non si poteva aspettare che intendessero i caratteri distruttivi del sistema che stava per condurli alla rovina … il giornalista americano, capo dell’ufficio di corrispondenza romano del New York Times, fu internato di guerra … dedicò il suo libro (tradotto da Elena Croce, figlia di Benedetto) alle figlie con queste parole: ‘nella speranza che sempre ameranno l’Italia e gli italiani e odieranno il fascismo’ … “.

 

da ‘il Palazzo e la Piazza’ di Bruno Vespa, 2012

 

 

A cura di Diego Cocco

Elezioni: istruzioni per l’uso (12):Grandezze e miserie di un dittatoreultima modifica: 2013-02-26T00:16:00+00:00da vivrescanno
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