Diritto all’Oblio. Ora Google si fa giudice e decide cosa possiamo dimenticare

Diritto all’Oblio. Ora Google si fa giudice e decide cosa possiamo dimenticare

Valuteranno loro, caso per caso, cosa dovrà restare nei motori di ricerca

La privacy sembra prevalere sul diritto di cronaca.  Forse non tutti si erano accorti della portata immensa della recente sentenza della Corte europea sul diritto all’oblio che ritiene Google (insieme agli altri motori di ricerca) responsabile dei contenuti indicizzati.
Oggi praticamente  Google, il maggiore motore di ricerca, ha attivato una pagina web nella quale è descritta la procedura per poter richiedere la rimozione di contenuti che qualsivoglia cittadino dell’Unione Europea ritenga per sé -secondo la sua cultura e conoscenza- sgraditi o lesivi.

Un fatto di grande novità che certo per i fatti rilevanti della cronaca aiuta a dimenticare e fa dimenticare errori e/o incoerenze dei soggetti interessati.
Insomma Google perde anche lui un po’ di memoria e prende quindi uno dei difetti piu’ diffusi nei comuni mortali, dire una cosa oggi e farne un’altra domani.

Diritto all’Oblio. Ora Google si fa giudice e decide cosa possiamo dimenticareultima modifica: 2014-06-06T19:21:38+00:00da vivrescanno
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