dal gazzettino riprendiamo il comunicato del PDL!!!

… un comunicato stampa che riprende la sentenza emessa dal giudice di Sulmona di cui abbiamo ampiamente parlato. Una vicenda del passato che purtroppo nulla ha insegnato alle forze politiche scannesi !!!
Siamo convinti che non si possa parlare del passato se  nulla viene fatto o detto su cosa fare per per il futuro per riportare il nostro paese alle posizioni di primato che merita.
Scanno non potrà avere un futuro florido se non si archivia definitivamente il passato, tutto,  e non si ragiona seriamente e concretamente su cosa, come e con chi costruire un progetto e una nuova classse dirigente che possa portarlo avanti!

Noi ci saremo per Scanno!!!

Il Tribunale di Sulmona ha deciso sul ricorso di Domenico Amodei
Dopo la sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato la Giunta Gentile
Un altro importante successo premia la ferma posizione assunta dalla precedente Amministrazione Cetrone contro le “cassandre” che volevano ad ogni costo una transazione

SCANNO – Prima che il Tribunale di Sulmona mandasse a decisione la causa promossa dalla Ditta Domenico Amodei, ancora qualche Amministratore di maggioranza, direttamente interessato alla vicenda, cercava di attrarre l’attenzione sulle responsabilità di chi non aveva provveduto a chiudere la vertenza sottoscrivendo una transazione con la quale bisognava riconoscere all’Amodei altre somme.
La sentenza n. 144/12 emessa il 14 febbraio 2012 dal Tribunale di Sulmona – Giudice dott. Massimo Marasca, ha definito la vertenza promossa dalla Ditta Amodei che aveva citato in giudizio il Comune di Scanno per chiedere il pagamento della somma di € 208.209/99, in virtù del contratto stipulato in data 11 novembre 1999 per l’attività di accertamento dell’ICI.
Si tratta dello stesso appalto per il quale la Sezione Prima d’Appello della Corte dei Conti di Roma, con sentenza n. 12-2011 del 20 gennaio 2012, ha già condannato la Giunta dell’ex Sindaco Eustachio Gentile (Assessori Lavillotti e Paulone), il Ragioniere comunale Cesidio Spacone e lo stesso Domenico Amodei, a risarcire al Comune di Scanno la somma complessiva di euro 130.530,82.
La Sentenza civile delinea ancora di più le responsabilità dell’allora Giunta Comunale, che approvò il 12 ottobre 2011 un Progetto denominato “Equità Fiscale”, presentato dalla Ditta Amodei e fatto proprio dagli Amministratori dell’epoca. Alla deliberazione seguì, in data 11 novembre 1999, la sottoscrizione con Amodei di un’apposita Convenzione curata dal Ragioniere Comunale, nella quale era stato previsto a favore dell’Amodei un aggio del 20% sulle maggiori somme incassate dal Comune.
La sentenza del Tribunale è una chiara condanna dell’operato dell’allora Giunta Comunale, se è vero che è stata riconosciuta la nullità del contratto del 1999 per mancato svolgimento della gara pubblica, ma anche perché l’appalto doveva essere di competenza del Consiglio Comunale e non della Giunta comunale e perché la Ditta Domenico Amodei non era un soggetto iscritto nell’apposito albo.
Il Giudice è andato oltre, perché, nel dichiarare “il difetto di giurisdizione sulla domanda riconvenzionale di risarcimento danni da inesatta esecuzione del contratto di servizio pubblico”,  ha “imposto” al “Comune di Scanno di riassumere la causa davanti alla Corte dei conti territorialmente competente entro i termini di legge”.
Di questa importante sentenza non se ne parla sufficientemente ed è quasi passata nel dimenticatoio, anche se, prima che fosse depositata,
l’attuale Capogruppo di Maggioranza, nel rammaricarsi per la mancata transazione con l’Amodei, si chiedeva chi avesse la responsabilità per gli ulteriori danni che la sentenza avrebbe causato al Comune di Scanno!
Alla luce della sentenza, chi è responsabile di quanto accaduto?
L’attuale Sindaco di Scanno si attiverà immediatamente per adempiere all’onere imposto dal Giudice, ovvero attenderà come è avvenuto per dare esecuzione alla sentenza della Corte dei Conti per recuperare le somme oggetto del risarcimento danni?
Il Comune di Scanno è chiamato in prima persona a presentare ricorso davanti alla Corte dei Conti per chiedere ora il risarcimento dei danni causati dalla inesatta esecuzione del contratto dell’11 novembre 1999, peraltro dichiarato nullo dal Giudice, con il conseguente rigetto della domanda di adempimento presentata dall’Amodei.
Altro che “carte bollate”, come amano definire gli attuali amministratori di maggioranza le segnalazioni effettuate agli organi competenti per combattere le irregolarità e gli abusi!
La Corte dei Conti non si era spinta fino a tale importante decisione, assunta invece dal Giudice Marasca.
Con quali conseguenze? E’ facile pensare che vadano ulteriormente ricercate le responsabilità perché qualcuno risarcisca gli ulteriori danni causati al Comune di Scanno, anche per il mancato introito delle somme dovute dallo stesso Amodei.
Altro che “Ma è giusto che paghi sempre Pantalone” come ebbe a scrivere qualche tempo fa l’ex Sindaco Eustachio Gentile sul suo sito!
Forse ai più sarà sfuggito quanto si legge nella sentenza della Corte dei Conti, laddove l’avvocato del Gentile faceva presente “che il sindaco non aveva alcuna attribuzione in punto di vigilanza sullo svolgimento del contratto, poiché tali compiti sono attribuiti al dirigente del settore (il quale, peraltro, aveva fatto presente il corretto e soddisfacente andamento del servizio). Lo stesso revisore dei conti nulla di anomalo evidenziò in proposito”.
E’ possibile che al Revisore dei Conti dell’epoca fossero sfuggite le evidenti “carenze e le inadempienze che hanno contraddistinto i rapporti con trattuali tra il comune di Scanno e la ditta Amodei nell’intero periodo 8 maggio 1996 – 31 ottobre 2005”, come le ha definite l’Ispettore della Ragioneria Generale dello Stato? (Comunicato Stampa PDL-SCANNO)

LA SENTENZA IN PDF nel gazzettino on line

dal gazzettino riprendiamo il comunicato del PDL!!!ultima modifica: 2012-06-12T23:56:00+00:00da vivrescanno
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