Cento anni fa la scossa: 30 mila morti La Marsica ricorda il terremoto del 1915

Alle 7,52 tutte le campane delle chiese suoneranno per ricordare il dramma. Nel comitato Gianni Letta, Antonello Giacomelli, Franco Marini, Giovanni Legnini e Luisa Todini che presenterà un francobollo commemorativo di Poste. Le iniziative di paesi e borghi. Quando gli orfani furono portati negli istituti religiosi di Roma…

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di Valentina Renzopaoli

Suoneranno tutte insieme: alle 7.52 partiranno i rintocchi delle campane dell’intera Marsica. Chiese, cattedrali, cappelle e antichi campanili della piana del Fucino e la Valle del Giovenco, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, la piana di Carsoli e la conca di Sulmona, ricorderanno i terribili minuti del 13 gennaio di cento anni fa, quando uno dei più devastanti terremoti mai censiti rase al suolo interi borghi dell’Abruzzo.
Sarà la sirena del palazzo del municipio di Avezzano a dare il via alle celebrazioni per il centenario di questo evento che segnò la storia di un pezzo d’Italia. Subito dopo, a quota 2.486 metri sul monte Velino, la cosiddetta sentinella della Marsica, un gruppo di escursionisti del Cai di Avezzano, della sottosezione di Rosciolo e del Gev di Magliano dei Marsi, accenderanno dei fumogeni tricolori per ricordare l’evento.
Una ricorrenza che i trentasette Comuni della Marsica stanno preparando da mesi: il Centenario del terremoto rappresenta un’occasione per non dimenticare le tante vittime, 30mila persone morte sotto le macerie ma anche e soprattutto nei giorni successivi per il freddo e le ferite riportare. Pochi giorni dopo il la tremenda scossa della terra, infatti, la neve complicò l’arrivo dei soccorsi e uomini, donne e tanti, tantissimi bambini morirono di fame e di stenti. E decine e decine di bambini presero la via di Roma dove, orfani, furono affidati agli istituti religiosi romani.
Il Centeneraio è anche per far conoscere alle nuove generazioni la storia di questa terra di pastori e boscaioli, le sue tradizioni e i tanti tesori andati perduti.
E’ la città di Avezzano, la più grande con i suoi 43mila abitanti, la capofila dell’organizzazione con il suo Comitato d’onore pieno di vip presieduto dall’ex sottosegretario alla Presidenza del  Consiglio Gianni Letta. Dopo la deposizione della corona, martedì 13 gennaio alle 10.30 il sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli, il presidente emerito del Senato Franco Marini, il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, il presidente di Poste Italiane Luisa Todini e Gianni Letta presenteranno il francobollo speciale emesso per l’occasione e l’annullo filatelico. Nel pomeriggio alle 17 in cattedrale il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, affiancato da tanti confratelli che arriveranno dall’Abruzzo, dal Lazio e dal Molise, celebrerà la messa in ricordo delle vittime.
Mostre fotografiche, spettacoli, teatrali, concerti, presentazioni di libri, cerimonie religiose: mai la Marsica aveva vissuto una vivacità culturale ed emotiva così forte concentrata in una manciata di giorni. Ciascun Comune ha organizzato i suoi eventi, i suoi momenti per ricordare le proprie radici. A Celano, “Caput Marsorum” il capoluogo storico della zona, L’Archivio Sforza ha organizzato una mostra per raccontare , con documenti originali e inediti, com’era Celano prima del sisma e cosa accadde dopo:  la fase emergenziale, gli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, la ricostruzione che durò anche negli anni successivi, l’opera svolta dalla chiesa. In esposizione foto, progetti e elaborati grafici, relazioni sui danni e sugli interventi per la ricostruzione, giornali e riviste dell’epoca e pubblicazioni specifiche.

Cento anni fa la scossa: 30 mila morti La Marsica ricorda il terremoto del 1915ultima modifica: 2015-01-13T08:25:44+00:00da vivrescanno
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