AUTOSTRADE: ”STATO VIADOTTI PREOCCUPA”, MA PROGETTO NUOVA A25 RESTA FERMO

ABRUZZOWEB

L’AQUILA – Sembrava la linea fosse stata tracciata soprattutto alla luce dei terremoti in Abruzzo e Lazio e della strategicità delle artere autostradali, e invece si è di nuovo arenato in qualche cassetto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il mega progetto presentato da Strada dei Parchi spa, controllata dall’imprenditore abruzzese Carlo Toto, a capo di un colosso nazionale, per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 e la riduzione dei tempi di percorrenza tra Pescara e Roma, inseriti nella legge di stabilità del 2012 in seguito al sisma dell’Aquila del 2009

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Lo sblocco era stato annunciato in seguito a due annunci importanti, pochi giorni prima del referendum costituzionale: quello del ministro per le infrastrutture Graziano Delrio a margine di un incontro l’11 novembre scorso a Sulmona (L’Aquila) e nei giorni successivi a Pescara nientememo che dell’allora premier, Matteo Renzi.

Entrambi hanno reso noto l’invio alla concessionaria di una proposta ridimensionata rispetto al mega progetto originario di Srada dei Parchi che con un investimento privato di 7 miliardi di euro, in cambio dell’allungamento della concessione, prevedeva nuove gallerie e un percorso più breve: il nuovo progetto, lo stesso ingente, poggia su un investimento di circa tre miliardi di euro, finalizzato all’adeguamento dell’attuale tracciato, con particolare riferimento ai viadotti, continuamente sotto controllo, che secondo fonti di Strada dei Parchi, non sono in condizioni ottimali.

Strada dei Parchi ha risposto positivamente alla nota del Ministero, ma poi al di là di contatti tra tecnici della Spa e il capo di Gabinetto di Delrio, tutto è finito nel dimenticatoio.

Eppure il progetto che tante polemiche ha innescato nella comunità abruzzese, prevedeva l’apertura dei primi cantieri già da quest’anno.

A lanciare un grido di allarme è il senatore leghista Jonny Crosio, capogruppo in Commissione Infrastrutture a Palazzo Madama, che dopo aver presentato una istanza in Commissione, oggi all’Ansa, parla di “viadotti danneggiati” e della necessità di “mettere subito in sicurezza le autostrade”.

“Siamo molto preoccupati per le condizioni dei viadotti della A24-A25, l’unico collegamento baricentrico che collega l’Est e l’Ovest d’Italia e che incide in modo fondamentale sulla viabilità abruzzese. I viadotti erano già danneggiati in conseguenza al terremoto del 2009 e oggi ci risultano ulteriormente deteriorati. È fondamentale procedere alla messa in sicurezza dell’arteria stradale così come previsto già dal 2012 nella legge di stabilità ma a oggi non ci risultano accordi tra l’ente gestore e il Ministero delle Infrastrutture – attacca il parlamentare -. È molto grave che non si stia facendo nulla, i responsabili dell’asse viabilistica non stanno adempiendo alla legge lasciando al caso e quindi a una possibile nuova scossa di terremoto la possibilità o meno che i viadotti danneggiati cadano. Oltre al pericolo di danni alle persone che ci auguriamo di poter scongiurare crediamo che sia fondamentale oltre che doveroso garantire che questo collegamento possa essere percorso in totale sicurezza. Questo tratto autostradale deve essere salvaguardato sia per eventuali emergenze sia per assicurare a questi territori già martoriati da eventi calamitosi un collegamento fondamentale per l’economia del territorio. Il nostro è un grido d’allarme, non devono essere ancora una volta i cittadini terremotati a subire le conseguenze dell’incuria di chi deve provvedere alla manutenzione delle infrastrutture”.

Nei giorni scorsi lo stesso senatore Crosio aveva ricordato, in sede di Commissione Lavori pubblici, “che la legge di stabilità 2012 conteneva disposizioni per la messa in sicurezza” delle due tratte “a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009”, e che “tuttavia da allora nulla è stato fatto, né da parte del Governo, né da parte della società concessionaria”, nonostante l’emergenza sismica prosegua incessantemente nel centro Italia, tanto da richiedere verifiche sui viadotti, che spesso implicano la chiusura temporanea delle tratte, ad ogni scossa più o meno forte.

Crosio aveva evidenziato “la gravità di tale omissione, in considerazione del fatto che quell’arteria insiste in una zona ad alto rischio sismico, come dimostrano i recenti terremoti che hanno coinvolto l’Italia centrale, e che si tratta della principale infrastruttura viaria di collegamento tra l’Est e l’Ovest della Penisola”.

Il senatore aveva chiesto che la Commissione presieduta dall’ex ministro Altero Matteoli potesse occuparsi della questione.

Ma il Ministero, intanto, dopo aver dato un iniziale via libera all’intervento, pur imponendo una rimodulazione basata sul “solo” adeguamento del tracciato esistente, rendendolo quindi meno invasivo rispetto all’ipotesi di accorciamento del percorso con la realizzazione di una serie di gallerie, avrebbe interrotto qualsiasi interlocuzione con la società concessionaria, nonostante gli annunci del ministro Delrio, confermato dopo la crisi di governo post-referendum, e di Renzi.

I due non solo si erano espressi favorevolmente al progetto, ma lo avevano addirittura considerato urgente dopo i terremoti del 24 agosto ad Amatrice (Rieti) e del 30 ottobre a Norcia (Perugia).

Fasi di stallo alla quale ha forse contribuito anche la posizione ondivaga della Regione Abruzzo: in seno all’ente, il Consiglio regionale ha bocciato il progetto votando a maggioranza un documento volto a “migliorare l’esistente e impiegare risorse su altre infrastrutture di collegamento, oltre alle strade, ferrovie, aeroporti e porti”, la Giunta guidata da Luciano D’Alfonso si era invece pronunciata a favore.

Anche il vice ministro Riccardo Nencini, in una sua visita in Abruzzo aveva definito l’iniziativa privata “un fatto positivo”, prima ancora di aver visto il progetto, come ammise lui stesso, mentre un gruppo di parlamentari abruzzesi e laziali del Partito democratico presentarono una interrogazione per conoscere “lo stato dei lavori istruttori relativo al piano economico finanziario della società Strada dei Parchi s.p.a., entro quali termini sarà approvato e, se sussistano, gli ostacoli e gli impedimenti che ad oggi non hanno ancora permesso l’aggiornamento dello stesso”.

Interrogazione alla quale, a quasi un anno di distanza, “non ci hanno mai risposto, il ministro mi pare che abbia sospeso ogni argomentazione su questa cosa”, spiega oggi ad AbruzzoWeb l’onorevole Tommaso Ginoble, uno dei nove interroganti.

Al mega progetto si sono opposte molte amministrazioni locali e diversi parlamentari, ma il Ministero, attraverso una nota a firma del dirigente Placido Migliorino in risposta al Forum dell’Acqua, già nel febbraio 2016 spiegò che “sono state ipotizzate dalla società concessionaria alcune varianti al tracciato autostradale che, tuttavia, non sono ricomprese nelle attività di progettazione affidatele ai sensi della convenzione vigente”, aggiungendo che non c’è stato “nessun incarico progettuale, Toto ha agito in maniera unilaterale al di fuori della concessione esistente”.

“Ci siamo mossi rispettando le norme, nel solco della convenzione e informando costantemente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, controreplicò Cesare Ramadori, aministratore delegato di Strada dei Parchi, che nell’ottobre scorso è stato anche audito dalla Commissione Ambiente del Senato.

Nell’intricata vicenda, caratterizzata dalla schizofrenia delle istituzioni, si inserisce poi la risposta data in aula ad un’interrogazione del deputato Gianluca Vacca del Movimento cinque stelle, in cui “il Ministero ha di fatto certificato la totale mancanza di qualsiasi presupposto normativo e amministrativo al progetto di modifica del tracciato – ha spiegato il grillino – confermando che gli unici lavori possibili sono, appunto, quelli di manutenzione e messa in sicurezza dell’attuale percorso, per un investimento totale stimato di circa 1 miliardo di euro”.

Anni di dibattito ma ad oggi, nonostante anche la richiesta di Toto di essere audito in Commissione Ambiente alla Camera, dopo che il presidente Ermete Realacci aveva definito il progetto “costoso, inutile e dannoso”, ancora non se ne viene a capo. E intanto terremoti e scosse continuano. (m.sig. – b.s.)

AUTOSTRADE: ”STATO VIADOTTI PREOCCUPA”, MA PROGETTO NUOVA A25 RESTA FERMOultima modifica: 2017-02-08T18:10:12+00:00da vivrescanno
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