Scanno, finalmente arrivato il giorno delle glorie. Aperta la sfida tra le diverse contrade!

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SACRO E PROFANO, VINO E SAN MARTINO

tra rituali propiziatori e danze attorno al fuoco a Scanno si celebra San Martino

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ARTICOLO DA ARCHIVIO

Le Glorie di San Martino è il nome di un’antica tradizione che si celebra a Scanno nella notte tra il 10 e l’11 novembre con l’accensione di fuochi spettacolari, a cui seguono esuberanti e giocosi festeggiamenti in onore di San Martino. Scanno è un paese dell’aquilano di impianto medievale, il borgo è concentrato su uno sperone del Monte Carapale a 1050 s.l.m. nell’Alta Valle del Sagittario, a ridosso del Parco Nazionale d’Abruzzo. L’abitato, caratterizzato da stradine strette, gradinate e case appoggiate l’una all’altra, si trova a 3 km dal lago di Scanno, un bacino naturale circondato da sentieri naturalistici, un’attrattiva per turisti e sportivi. Lo spettacolo affascinante che coinvolge i partecipanti della festa di San Martino comincia “ufficialmente” al tramonto, quando vengono accese le Glorie, ovvero falò che bruciano fascine di sterpi e legna impilate su strutture di legno alte intorno ai 20 metri e costituite da tronchi, i Palanconi. I falò prendono vita in tre contrade del paese, Cardella, Plaia e Decontra, in quest’ultima nei pressi della Grotta del Cavaliere, ovvero la cavità dove, secondo la credenza popolare, San Martino si rifugiò. Inizialmente la Grotta del Cavaliere era il luogo destinato all’accensione della Gloria e dei festeggiamenti, ma con il tempo la tradizione ha acquistato il carattere della competizione, così che le tre contrade si sfidano nella costruzione della struttura più alta in una gara di spettacolarità, frutto di un lavoro che inizia già uno o due mesi prima e vede uomini e ragazzi coinvolti in momenti di convivialità.
La sera del 10 novembre il fuoco divampa immediatamente su tutta la struttura, grazie agli inneschi ben distribuiti, e crea un’atmosfera suggestiva rischiarando il paese immerso nel buio della notte, da lì iniziano i festeggiamenti con canti, balli e cibi sostanziosi, come salsicce, porchetta e cacciagione. I giovani si imbrattano il viso con la fuliggine, si agitano, danzano intorno al fuoco e creano frastuono con campanacci e altri oggetti rumorosi. Nella cultura popolare l’usanza di creare chiasso si riconduce ad un atto di esorcizzazione delle forze oscure sotterranee, l’intento è quello di scacciare gli spiriti maligni e sollecitare la crescita del seminato, solitamente nella cultura popolare questa azione rumorosa non rientra nel magico, ma è di tipo fisico e quindi ritenuta direttamente capace di scuotere la terra. Sebbene la festa sia in onore di un Santo cristiano, i suoi caratteri rivelano il legame che, in origine, la festa aveva con antichi e pagani culti agrari. Secondo la tradizione cristiana San Martino è associato al valore della carità, la leggenda racconta che durante la ronda che compiva come cavaliere dell’esercito, in una giornata di vento, freddo e pioggia, Martino incontrò un povero mendicante vestito di stracci, impietosito, tagliò in due il suo mantello e lo donò all’uomo affinché si riparasse. Poco dopo il gesto di generosità ci fu un prodigio, la tempesta in atto si placò e uscì il sole, dando luogo alla famosa estate di San Martino. A confermare l’atto divino di riconoscenza, durante la notte, Gesù, sorridendo benevolo, apparve in sogno a Martino con l’altra parte del mantello. La figura di San Martino nella religione cristiana, quindi, è legata al tema della povertà, ma nella cultura popolare avviene il ribaltamento per il quale San Martino diventa il santo dell’abbondanza e della fertilità della terra, i festeggiamenti in suo onore ricadono nella chiusura del ciclo agricolo e sono propiziatori rispetto al nuovo ciclo, i fuochi accesi hanno loro stessi un richiamo alla purificazione e protezione della terra perché sia fruttifera.
Quando i falò sono ormai spenti, la festa si sposta per raggiungere le case delle spose novelle delle contrade. Le strade del paese ospitano il rituale secondo cui vengano scherniti con canti canzonatori che alludono all’adulterio delle mogli, alla sposa novella viene portato in corteo un tizzone recuperato dal Palancone, chiaro simbolo fallico legato al tema della fertilità.
La processione del Palancone accom­pagnata da vino e canti di scherno ricorda i baccanali e si lega alla figura di San Martino per due diverse leggende che appartengono alla tradizione popolare, una vuole San martino protettore dei mariti traditi, l’altra del vino. La prima attribuzione è dovuta all’inganno della sorella del Santo, la ragazza, portata in spalla dal fratello perché conservasse la sua purezza, riuscì ad eludere la sorveglianza di Martino tradendolo. Secondo un’altra leggenda, invece, Martino era un ubriacone, tornato a casa dopo una serata trascorsa in compagnia del vino, decise di non disturbare la moglie incinta e andò a dormire in cantina, ma per il freddo morì congelato. Quando la moglie lo trovò un tralcio
di vite usciva dalla sua bocca e andava ad alimentare la botte, dove il vino si riproduceva miracolosamente, facendo di Martino un Santo. La festa è sempre caratterizzata da momenti enogastronomici a base di carne e di vino novello, il dono del Palancone è ricambiato con vino e dolci tipici, i “turcinielli”, e altri cibi. Un altro prodotto tipico della festa è la “Pizza con i quattrini”, si tratta di una pizza fritta di farina gialla, zucchero, miele, noci e fichi secchi, all’interno del dolce vengono poste delle monete, richiamo alla ricchezza e all’abbondanza, non a caso le monete capitano sempre nelle pizze dei bambini.
La tradizione è spesso associata a qualcosa di fisso e immutabile, quando invece è dinamica e si rinnova nei gesti e nelle intenzioni, la festa delle Glorie di San Martino ne è testimonianza. Molte tradizioni si perdono o si affievoliscono, questa festa invece si è rinnovata con significati diversi, il carattere giocoso e chiassoso si è mantenuto, ma da festa spontanea, animata soprattutto da bambini, è diventata un evento organizzato che comporta una preparazione e il coinvolgimento di tutta la comunità in un’atmosfera briosa.

 

Scanno, finalmente arrivato il giorno delle glorie. Aperta la sfida tra le diverse contrade!ultima modifica: 2017-11-10T15:45:49+00:00da vivrescanno
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